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Il drago che uscì dal disegno

4–8 anni6 minAvventurosa

Un piccolo drago verde disegnato con i pastelli a cera, con tre corna rosse e un cuore rosa, è seduto sul pavimento della cameretta alla luce della lampada da notte.

Luca aveva disegnato un drago. Era verde e rotondo come una patata, con tre corna rosse, un’ala arancione, un grande occhio e un cuore rosa in mezzo alla pancia. Luca lo aveva chiamato Teo e aveva appeso il disegno alla parete, accanto al letto.

«Buonanotte, Teo», disse Luca e spense la luce.

Nel cuore della notte, Luca si svegliò per un rumore. Gratta, gratta. Gratta, gratta.

Luca accese la lampada da notte. Il disegno era vuoto. Dove avrebbe dovuto esserci il drago, c’erano solo il foglio bianco e una piccola macchia verde in un angolo. E sul pavimento, grande come un gatto e verde come il pastello, stava seduto Teo, che sbatteva il suo unico occhio.

«Ciao», disse Teo. La sua voce faceva lo stesso rumore di un pastello passato in fretta sulla carta. «Ho fame.»

«Che cosa mangiano i draghi?» sussurrò Luca.

«I colori», disse Teo, come se lo sapessero tutti.

Luca prese il barattolo dei pastelli a cera. Teo li annusò e ne scelse uno blu. Lo sgranocchiò come una carota e subito la sua ala diventò blu come il cielo. Provò a sbatterla. Si sollevò appena da terra e ricadde sul sedere.

«Un’altra ala», disse Teo. «Così potrò volare davvero.»

Luca avrebbe tanto voluto disegnargli un’altra ala. Ma di pastelli blu ce n’era uno solo, e ora era nella pancia di Teo. La scatola grande dei pastelli era in cucina.

Il corridoio era buio. Il pavimento scricchiolava. Teo si rannicchiò dietro le gambe di Luca.

«Hai paura?» chiese Luca.

«I draghi non hanno mai paura», disse Teo con voce tremante. «Però è meglio se vai avanti tu.»

Attraversarono il corridoio in punta di piedi, passando davanti alla giacca del papà, che al buio sembrava un troll, e arrivarono in cucina. La scatola dei pastelli era sul tavolo. Luca salì su una sedia e allungò la mano per prenderla.

Allora si sentì un ronzio. Una lucina verde si accese vicino al pavimento e qualcosa di rotondo e piatto cominciò a muoversi proprio verso di loro.

«UN MOSTRO!» gridò Teo, saltando in braccio a Luca.

Era il robot aspirapolvere. Di solito si metteva al lavoro di notte, mentre tutti dormivano. Ronzava e girava, aspirando tutto quello che trovava sul pavimento. E un drago fatto di pastello a cera era quasi come un mucchietto di briciole.

«Non ti prenderà», disse Luca, stringendo forte Teo. «Te lo prometto.»

Luca allungò un piede e spinse l’aspirapolvere dall’altra parte. Quello emise un ronzio sorpreso, ci pensò un momento e se ne andò sotto il tavolo della cucina.

Teo alzò lo sguardo. Il cuore sulla sua pancia brillava di una tenue luce rosa.

«Sei stato coraggioso», disse.

«Anche tu», disse Luca. «Sei venuto con me.»

Fuori dalla finestra della cucina, il cielo cominciava a schiarirsi. All’improvviso Teo sembrò preoccupato.

«Devo tornare a casa prima che sorga il sole», disse. «Al mattino un disegno deve essere sul suo foglio. Altrimenti non può più tornarci.»

Corsero attraverso il corridoio, oltre la giacca-troll, e tornarono in camera. Al volo, Teo afferrò un pastello blu dalla scatola. Prese la rincorsa e saltò dritto nel foglio bianco. La carta frusciò ed eccolo di nuovo lì, piatto e immobile, proprio dove Luca lo aveva disegnato.

Luca si infilò sotto le coperte e si addormentò prima ancora di appoggiare la testa sul cuscino.

Ma il disegno non era proprio uguale a prima.

Quando il papà entrò per svegliare Luca, il drago nel disegno era come prima, con tre corna rosse e un cuore rosa. Ma l’ala era blu. E in una zampa teneva un piccolo pastello blu.

«Hai cambiato il disegno?» chiese il papà.

«No», disse Luca sorridendo. «Ha mangiato.»

Quella mattina Luca finì il disegno: aggiunse un’altra ala e, accanto al drago, un lettino, così Teo avrebbe avuto un posto dove dormire fino alla notte successiva.

Parliamo della storia

  • Che cosa succederebbe se una notte il tuo disegno uscisse dal foglio?
  • Perché Teo ha detto che i draghi non hanno mai paura, anche se tremava?
  • Di che colore sarebbe il pastello che mangerebbe il tuo drago? Che cosa potrebbe fare dopo?

Inventate un seguito

Disegnate il vostro drago passo dopo passo e inventate che cosa succede la notte seguente, quando esce dal foglio.

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