La storia del leone
Tutto comincia con tre parole: «Non ci riesco». Anche il leone accanto al bambino le ha pronunciate. Racconta di quando era un cucciolo e non osava ruggire, anche se tutti gli altri del branco ne erano capaci.
Poi il bambino segue il leone nella savana, un passo alla volta. Prima arrivano le piccole sfide: restare in equilibrio su un tronco e salutare una giraffa molto più alta del previsto. Poi ne arriva una più grande: saltare oltre un ruscello che sembra troppo largo. Se il bambino salterà e che cosa il leone voleva davvero mostrargli, lo scoprirete leggendo.
Quando la vocina dice di no
Questa idea è adatta ai bambini che esitano davanti a qualcosa di nuovo: un corso di nuoto, uno spettacolo, un’arrampicata o la mano da alzare in classe. È anche per chi dice «non ci riesco» prima ancora di provare e ha bisogno di sapere che persino il leone più forte un tempo era insicuro.
A tre anni ci si può divertire con il ruggito del leone, gli animali della savana e i piccoli passi lungo il cammino. A otto anni si può riconoscere quella vocina che dice di no e scoprire come risponderle.
Quello che il bambino sta imparando
Raccontateci che cosa il vostro bambino trova difficile in questo momento: tuffarsi in piscina, dormire fuori casa o suonare il pianoforte davanti agli altri. Potrebbe diventare il salto alla fine della storia. Un fratello o una sorella può fare il tifo, e un leone di peluche può diventare il leone del libro. Anche un nonno, una nonna o un allenatore che crede in lui può far parte della storia.
Dopo la lettura, potete raccontarvi a turno qualcosa che avete avuto il coraggio di fare di recente: anche le piccole cose contano. Disegnate una scala e scrivete su ogni gradino qualcosa che il bambino vorrebbe provare, poi spuntate i gradini uno alla volta. Trovate altre storie sul credere in sé nella sezione Fiducia in sé.









